Sessualità e malattia cronica: il corpo cambia , il piacere può restare
Una diagnosi non cancella il diritto all'intimità. Spesso, ridisegna solo il modo in cui si esprime.
Diabete, sclerosi multipla, dolore cronico, patologie oncologiche, disturbi cardiovascolari: molte condizioni di salute impattano profondamente sulla sessualità, sia per gli effetti diretti sul corpo sia per l'impatto psicologico che comportano. Eppure la dimensione sessuale del paziente cronico è ancora oggi spesso ignorata dalle équipe mediche.
Vivere con una malattia cronica non significa rinunciare all'intimità. Significa, spesso, trovare nuove forme di connessione: esplorare stimolazioni diverse, riscoprire il valore del contatto fisico non necessariamente genitale, ridefinire cosa significa "fare l'amore" al di là degli schemi abituali.
Il sessuologo clinico è una figura preziosa in questo contesto: lavora in sinergia con i medici curanti per aiutare la persona — e la coppia — a preservare e reinventare la propria vita intima anche di fronte alla malattia.

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