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Sessualità e malattia cronica: il corpo cambia , il piacere può restare

Amministratore FunzionaBene15 aprile 2026

Una diagnosi non cancella il diritto all'intimità. Spesso, ridisegna solo il modo in cui si esprime.

Diabete, sclerosi multipla, dolore cronico, patologie oncologiche, disturbi cardiovascolari: molte condizioni di salute impattano profondamente sulla sessualità, sia per gli effetti diretti sul corpo sia per l'impatto psicologico che comportano. Eppure la dimensione sessuale del paziente cronico è ancora oggi spesso ignorata dalle équipe mediche.

Vivere con una malattia cronica non significa rinunciare all'intimità. Significa, spesso, trovare nuove forme di connessione: esplorare stimolazioni diverse, riscoprire il valore del contatto fisico non necessariamente genitale, ridefinire cosa significa "fare l'amore" al di là degli schemi abituali.

Il sessuologo clinico è una figura preziosa in questo contesto: lavora in sinergia con i medici curanti per aiutare la persona — e la coppia — a preservare e reinventare la propria vita intima anche di fronte alla malattia.

abbraccio

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